ITP: A Catania, “Decidere Insieme”per Vivere con la Spada di Damocle

Scopri la Tappa Siciliana del Progetto di Supporto Psicologico “Vivere con la Spada di Damocle”

Dal 2010, AIPIT sostiene le persone affette da ITP e i loro familiari. Nel 2024, in collaborazione con l’Associazione Doceat , abbiamo elevato il supporto a un nuovo livello con il progetto di supporto psicologico “Vivere con la Spada di Damocle.” Il progetto include incontri in presenza e, dopo l’evento di Ferrara a ottobre, è giunto a Catania.

L’incontro si è svolto Sabato 15 Novembre 2025, presso il Policlinico Rodolico-San Marco di Catania, nell’Aula Mistretta. Il tema centrale dell’evento è stato: “Decidere Insieme: Come Affrontare l’ITP con Consapevolezza e Partecipazione,” esplorando il concetto fondamentale della Condivisione della Scelta Terapeutica (Shared Decision Making – SDM).

Il Progetto e i Partecipanti

Il Progetto”Vivere con la Spada di Damocle,” attivo dal 2024 e proseguito nel 2025, è stato creato per fornire un supporto psicologico su misura per le persone con ITP e i loro cari. Si tratta di un percorso che affronta le dimensioni dell’emozione, dell’ascolto, delle relazioni e della forza interiore, con l’intento di sensibilizzare il personale sanitario sull’onere psicologico che la malattia comporta.

L’incontro di Catania ha visto la partecipazione di oltre 20 persone, tra pazienti, familiari e genitori. Hanno preso parte all’evento i rappresentanti dell’Ematologia e Oncologia Pediatrica del centro, tra cui la Prof.ssa Giovanna Russo (Direttrice dell’Unità), la Dr.ssa Maria Licciardello, il Dr. Vito Miraglia e le psicologhe del centro, Dott.ssa Simona Italia e Dott.ssa Chiara Cundari.

L’evento è stato guidato dal team del progetto: Dott.ssa Laura Ricci (Psicologa Palliativista), Dr. Giuseppe Auteri (Ematologo) e Barbara Lovrencic (Presidente di AIPIT aps).

Lo Svolgimento e la Condivisione della Scelta Terapeutica

Dopo i saluti e il benvenuto della Prof.ssa Russo, seguiti dalla presentazione di AIPIT e del progetto da parte della Presidente Lovrencic, il Dr. Auteri ha fornito un quadro approfondito sulla malattia e sulle possibili opzioni terapeutiche. A seguire, la Dott.ssa Ricci ha preso la parola sottolineando l’importanza della relazione terapeutica tra chi cura e chi vive la malattia.

Un ringraziamento speciale va alla Prof.ssa Russo, per la sua disponibilità e l’accoglienza calorosa riservata alle famiglie. La sua introduzione, ricca di informazioni chiare e preziose sull’ITP in età pediatrica, ha rappresentato un punto di partenza fondamentale per l’intera giornata.

Il fulcro formativo dell’incontro è stato il concetto di Shared Decision Making (SDM) – Condivisione della Scelta Terapeutica, un processo collaborativo particolarmente rilevante in ematologia pediatrica, dove spesso esistono diverse opzioni terapeutiche con pro e contro, e non esiste “una sola scelta giusta.”

La Dott.ssa Ricci ha sottolineato come la cura personalizzata in ematologia pediatrica richieda un triangolo collaborativo in cui ematologo, bambino/adolescente e genitori sono partner alla pari:

  • L’Ematologo porta conoscenze scientifiche, esperienza clinica e valutazioni sui rischi/benefici basate su evidenze.
  • I Genitori offrono una conoscenza intima del figlio (temperamento, storia), i valori familiari e il contesto della vita quotidiana.
  • Il Bambino/Adolescente condivide l’esperienza diretta dei sintomi, le preferenze personali, le paure e la percezione della propria qualità di vita.

Questo approccio favorisce decisioni più sostenibili e riduce il “decision regret” (rimpianto della decisione) nei genitori, aumentando allo stesso tempo l’aderenza terapeutica e il senso di controllo nel giovane paziente.

La Voce dei Partecipanti

Durante l’incontro, i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: caregivers e giovani pazienti con ITP. Al termine dei lavori, i gruppi si sono riuniti per una restituzione congiunta, seguita da un momento conviviale.

Tra le parole chiave emerse nel gruppo dei genitori e familiari troviamo: unione, condivisione, forza e partecipazione. Tra i temi discussi vi erano il ruolo dei fratelli, il senso di colpa, la telemedicina, la dicotomia controllo-impotenza e l’importanza del supporto come forma di cura.

I giovani pazienti con ITP hanno condiviso l’esperienza della diagnosi e l’impatto della malattia nelle loro vite. Nonostante un’iniziale timidezza, si sono aperti, desiderosi di raccontare. Hanno esplorato l’importanza di comunicare le difficoltà che affrontano – soprattutto quelle emotive – ai genitori e al personale sanitario. Parole come “grazie”, “gratitudine”, “luce”, “condivisione” e “insieme” sono emerse spontaneamente dopo l’incontro.

L’Associazione AIPIT continua così la sua missione di essere al fianco di chi vive con l’ITP e delle loro famiglie, costruendo ponti di comprensione e supporto reciproco.

Il progetto Vivere con la Spada di Damocle è reso possibile grazie al supporto incondizionato di Sobi Italia, Amgen, Grifols, Sanofi e Argenx.

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